18 mag, 2012  |  Written by MP  |  under Aggregatori Video Giochi

Ubisoft ripone grandissima fiducia nella Wii U. La nuova consolle Nintendo giungerà nei negozi a partire da novembre. Verrà presentata ufficialmente all’ E3 2012, in programma dal 3 al 5 giugno a Los Angeles. Ubisoft ha già annunciato che svilupperà diversi giochi per Wii U. Tra questi troviamo: Assassin’s Creed 3, Rayman Legends, Ghost Recon Online,  Killer Freaks from Outer Space, e Avengers: Battle for Earth.

Il Ceo di della software house fracese, Yves Guillemot, ha raccontato il perché la Wii U piace così tanto a lui e ai suoi sviluppatori:Quello che è veramente interessante è disporre del controller tablet, che ci permette di realizzare gameplay completamente nuovi, ed introduce funzionalità social molto più marcate, perchè si dispone di uno schermo aggiuntivo con cui giocare in maniera asincrona con gli altri giocatori, per ricevere sfide e per poter comunicare con i nostri amici”.

Siamo di fronte, ancora una volta, a meccaniche che poco hanno a che fare con la potenza hardware, ma piuttosto con la creatività e la forza delle idee. Infatti, Wii U, a quanto pare, non stupirà né per la grafica né per la potenza di calcolo. Lo sbilanciamento verso il fattore ‘innovazione’ anziché verso il fattore ‘hardware’ sembra, dai primi rumors che circolano, più intenso di quanto visto con la prima Wii ai tempi della sua uscita.

Secondo alcuni analisti, infatti, la Wii U, nonostante goda di un hardware più giovane, non riuscirà a tenere il passo di Playstation 3 e Xbox 360. Il punto debole sarà nuovamente la CPU (processore), anche se la GPU (scheda grafica) riserverà qualche sorpresa rispetto ai competitors di Sony e Microsoft.

WII U: per Ubisoft sarà un successone è un post di: VideoGiochi

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Street Fighter X Tekken non sta vendendo come si sperava. La Capcom si è detta delusa dai risultati pervenuti fino ad oggi. Questi dicono che Street Fighter X Tekken ha venduto 1,4 milioni di copie, molto poco rispetto al quarto capitolo della saga principale.

Street Fighter sta perdendo smalto? Il gioco è certamente affetto da difetti che i predecessori non avevano. Innanzitutto un bilanciamento abbastanza scarso tra i personaggi, una generale assenza di novità sul fronte modalità e, soprattutto, un taglio ai contenuti ridicolo. Quest’ultimo fattore non è stato messo per caso: tagliando i contenuti gratuiti e ‘pompando’ quelli a pagamento la Capcom ha dimostrato le sue intenzioni: lucrare. Probabilmente i fan non l’hanno presa bene.

La Capcom, però, ha rintracciato altri motivi per il quasi flop (si parla sempre di oltre un milione di copie) del suo Street Fighter X Tekken: il traffico di titoli nel genere picchiaduro. E pensare che fino a qualche anno fa i ‘picchia-picchia’ sembravano destinati al retrogaming perpetuo! A invertire la tendenza era stato proprio Street Fighter 4, titolo che è stato in grado di ravvivare la passione dei videogiocatori per i giochi di lotta. Da quel momento in poi, però, sono usciti tantissimi giochi del genere, forse troppi. Molti recano la firma Capcom: Super Street Fighter 4, Super Street Fighter 4 Arcade Edition, Tatsunoko vs. Capcom: Ultimate All-Stars, Marvel vs. Capcom 3, Ultimate Marvel vs. Capcom 3 e Street Fighter x Tekken appunto. Senza contare I giochi di altre software house, come Tekken 6, Soul Calibur 5, Mortal Kombat.

Insomma, il genere è inflazionato. Lo dimostra anche il calo di vendite di Soul Calibur 5 che, pur essendo di molto superiore al predecessore, sta vendendo la metà delle copie rispetto al quarto capitolo.

Flop Street Fighter X Tekken, colpa del gioco o tendenza di genere? è un post di: VideoGiochi

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C’è grande attesa intorno a Grand Theft Auto 5. Nonostante il gioco uscirà presto, non sono molti i particolari che sono stati trapelati. Non c’è stata nessuna conferma nemmeno sulla data di uscita. Sulla stessa, però, ci sono da parecchie settimane alcune indiscrezioni. Originariamente, le voci di corridoio hanno rivelato che Grand Theft Auto sarebbe uscito a ottobre, dunque molto presto. Il motivo? Bioshock Infinte, sparatutto in prima persona della stessa software house (la Rockstar Games) è stato posticipato da inizio autunno a fine febbraio. Il vuoto commerciale avrebbe costretto gli sviluppatori ad anticipare GTA 5 a ottobre.

Adesso, pero, GTA 5 è stato, rispostato a dicembre. Bioshock, invece, rimane dov’è. E’ stato Amazon a rivelare che è la fine dell’anno il termine per l’uscita del quinto capitolo. La Rockstar ha invece smentito. Tuttavia non è la prima volta che Amazon lascia trapelare notizie, volontariamente o involontariamente  che sia, senza l’esplicito permesso dei fornitori.

Ad ogni modo, la Rockstar Games non solo ha smentito, ma non ha fatto menzione di una seppur futuribile data di uscita. Ha solo parlato di un ritardo nella programmazione (rispetto a ottobre? Rispetto a dicembre?). Il ritardo sarebbe causato non da una strategia di mercato, ma da semplici motivi tecnici: gli sviluppatori si stanno prendendo più tempo per migliorare i giochi. Il discorso vale non solo per GTA 5, ma anche per Bioshock Infinte, a tal punto che in un recente comunicato si legge: “Ci saranno modifiche e migliorie che renderanno Infinite ancora più straordinario”.

GTA 5 esce a dicembre, forse c’entra Bioshock Infinte è un post di: VideoGiochi

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Fifa 12 ha consegnato al pubblico la simulazione del calcio giocato. Mai si era vista, né da parte Elecrtronic Arts né – men che meno – da quella Konami un gameplay così realistico e, allo stesso tempo, così divertente. Certo, la curva di apprendimento del dodicesimo gioiello Ea è tortuosa, ma dopo i sacrifici iniziali tutti gli utenti hanno assaporato qualcosa di unico.

Come sarà Fifa 13? Sarà rivoluzione, ancora una volta, oppure l’intraprendenza degli sviluppatori risulterà chetata, in favore di un upgrade senza eccessive pretese? A queste domande hanno cercato di rispondere i presenti all’ EA Showcase di Londra.

La risposta corretta è: una via di mezzo. In verità, una nuova rivolzione sarebbe stata veramente poco digeribile per i fan, già stressati a tempo debito per l’obbligo di abbandonare le vecchie meccaniche di gioco a favore delle nuove. Tuttavia, il gameplay subirà ugualmente miglioramenti. Insomma, la Ea punta al perfezionamento di quanto fatto in Fifa 12. I contrasti subiranno una verifica generale: in passato è stata data eccessivamente peso a busto e gambe, adesso anche le braccia avranno la loro importanza. Ciò vuol dire che i difensori godranno di un’arma in più per contrastare efficacemente l’attaccante in corsa (il braccio, appunto). Anche il controllo del pallone è stato implementato. Adesso, con il pallone si potrà fare di tutto, persino cincischiare e temporeggiare in eterno, proprio come nella realtà (se il giocatore è talentuoso, ovvio).

Le intenzioni di Electronic Arts sono state ben riassunte da Everyeye, che scrive: “Ma cosa smuove tutto il macchinone di Fifa 13, qual è l’obiettivo? Detto, fatto: l’imprevedibilità del calcio reale. In altri termini: l’essenza stessa di questo sport, la scintilla che scorre fugace in ogni partita, un insieme di casualità e di momenti che presi singolarmente significano poco, ma che inseriti in un costrutto preciso possono davvero modificare od influenzare il corso di un match”.

Fifa 13: nuova rivoluzione o semplice upgrade? è un post di: VideoGiochi

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15 mag, 2012  |  Written by MP  |  under Aggregatori Video Giochi

L’E3 2012, prevista per il 5 6 e 7 giugno a Los Angeles, sarà diversa dalle precedenti. Non che siano in programma annunci spettacolari – ad esempio non verrà presentata né la Playstation 3 né la Xbox 720 (o come altro si chiamerà). Semplicemente, le priorità dell’expo videoludica di quest’anno sono diverse.

Quest’anno il ruolo da protagonista non verrà ricoperto dai giochi ma dai software, come interfacce, applicazioni etc. A dichiararlo è stato uno dei maggiori analisti di videogiochi, Michael Patcher. Ecco cosa ha affermato: “Mi hanno comunicato che all’E3 di questo anno non saranno presenti numerosi giochi poichè le conferenze si concentreranno più sul software tra cui dashboard, interfacce, servizi multimediali e cosi via dicendo”.

D’altronde, sia da parte Sony che da quella Nintendo e Microsoft, c’è stato un ampio ‘spoiler’ sui titoli più attesi per la seconda metà dell’anno. Insomma, quello che è doveva essere annunciato è già stato annunciato e quindi Assassin’s Creed 3, Little Big Planet Karting, God of War Ascencion e via dicendo. Ovviamente verranno presentati alcuni titoli anche questa volta ma, a quanto pare, non saranno il piatto forte dell’evento.

L’E3 2012 verrà trasmesso gratis e in diretta su Xbox Live. Mentre per gli utenti Sony sarà disponibile su Playstation Home, sempre gratis, e forse sul sito ufficiale della casa giapponese.

All’E3 2012 meno giochi e più software è un post di: VideoGiochi

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I videogiochi fanno bene ai bambini con paralisi cerebrale. E’ quanto emerso da uno studio condotto da un team afferente all’Università di Toronto. La ricerca è stata pubblicata di recente sulla rivista scientifica Archives of Physical Medicine and Rehabilitation.

I videogiochi che producono risultati di rilievo sono quelli che gli stessi scienziati hanno definito Active Videogames; ossia, come avrete certamente intuito, quelli ‘in stile Wii’. In generale funzionano allo scopo tutti quei giochi che necessitano di movimenti ben più complessi che schiacciare dei tasti in un pad. Va bene la Wii, come già detto, ma anche l’Xbox 360 con il suo Kinect e la Playstation 3 con il suo Playstation Move.

I ricercatori hanno però notato i miglioramenti migliori in quei giochi che seriamente imponevano uno sforzo fisico, come Wii Boxe (inserito in Wii Sport).

La ricerca è stata condotta su 17 bambini affetti da paralisi cerebrali. Tra le alterazioni positive registrate spiccano un’implementazione della neuroplasticità e dell’attitudine a muovere i polsi, cosa che in genere manca, anche se in misura parziale, a chi è affetto da paralisi cerebrale.

Infine, i bambini, mano a mano che giocavano, maturavano la tendenza a eseguire le mosse meno dispendiose per raggiungere il massimo profitto, giungendo a una sorta di ottimizzazione. Ciò vuol dire che pianificavano i loro movimenti, e anche la pianificazione dei movimenti è un’azione che in genere è interdetta, del tutto o quasi, dalla malattia.

I videogiochi aiutano i bambini con paralisi cerebrale è un post di: VideoGiochi

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Assassin’s Creed III è uno dei giochi più attesi di questo 2012. A dire il vero, tutti gli episodi della saga fin ora pubblicato hanno saputo addensare intorno a sé un clima di grande attesa ma questa, possiamo dirlo, è diverso. E’ diverso perché AC III non è un semplice spin-off come lo sono stati il Brotherood e il Revelations. Il protagonista non sarà più Ezio Auditore ma  Connor Kenway, l’ambientazione non sarà l’Italia del Rinascimento ma l’America durante la Guerra d’Indipendenza.

Assassin’s Creed III si configura come un gioco particolare per i temi che tratta. I produttori hanno infatti avvertito che Connor, mezzosangue indiano-inglese, non parteggerà né per gli inglesi né per gli americani. Semplicemente i suoi nemici sono i templari. La guerra è quindi solo uno sfondo storico, sebbene ricco di spunti. Tutto ciò per evitare di scadere in facili patriottismi tanto per una quanto per l’altra parte. L’idea del gioco è, come ha dichiarato l’autore Matta Tuner: “Non è una questione di americani contro inglesi, a quel punto, è una questione di inglesi contro inglesi, ed è qualcosa su cui vogliamo essere molto chiari. Si tratta di libertà, di comunità, di come la gente viene trattata in quel tipo di situazione. E di come ognuno riesca a trovare la propria identità”.

Il tema principale del gioco è quello dello schiavismo, all’epoca pratica diffusissima. Secondo i produttori era impossibile ignorarlo, visto il grado di pervasione che aveva all’epoca e vista la volontà di rendere Assassin’s Creed III qualcosa più di un semplice gioco. A questo proposito sarà interessante notare le implicazioni di Connor Kenway, per metà pellerossa e per metà inglese. In sospeso, sullo sfondo, la storia di Desmond Miles ai giorni nostri.

Assassin’s Creed III, un gioco sullo schiavismo è un post di: VideoGiochi

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La sfida tra iOs e Android è una delle cifre di questo periodo ‘tecnologico’. Sistema operativo contro sistema operativo, Apple contro Google. Il dibattuto su quale sia il migliore non si è ancora placato e non si placherà nei prossimi tempi. Tuttavia sta emergendo una diversità negli utilizzi.

L’ultima certezza a riguardo arriva da Ipodnn, società di ricerche statistiche. Essa ha rilevato che gli utenti di iOs (quindi di iPad e iPhone) giocano in media molto di più rispetto agli utenti Android. Il tempo trascorso a giocare sui dispositivi Apple sarebbe addirittura sei volte superiore a quello passato sugli altri dispositivi.

Cosa vuol dire tutto ciò? Innanzitutto, potrebbe essere il frutto di una strategia di comunicazione precisa. La Apple, infatti, a fin dall’inizio trasmesso al pubblico che i suoi dispositivi, siano essi mobili o fissi, sono anche macchine da gioco, da considerare alla strenua di una normale console. Con l’Android non è andata così.

Potrebbe c’entrare anche il marketing. La Apple infatti ha inondato i suoi utenti di servizi Freemium, che permettono ai possessori di mobile di poter giocare gratisa a una versione base del gioco e di poter pagare per ricevere aggiornamento e contenuti extra. Una politica, questa, che sicuramente rappresenta un ottima alternativa al semplice acquisto di un gioco. In paesi come Germania e Francia gli introiti generati dagli acquisti in app superano il 73% del totale.

Molti analisti pensano, invece, che la tendenza a utilizzare gli iOs come piattaforma di gioco derivi da una malfunzionalità diffusa degli Android. A differenza della controparte Apple, questi producono sensazioni diversi al cambio di dispositivo: giocare a x su smartphone android non è la stessa cosa che giocare a x su un tablet android.

Gli utenti iOS trascorrono più tempo ai videogiochi rispetto agli utenti Android è un post di: VideoGiochi

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Pes 2013 è rimasto per troppo tempo all’ombra della concorrenza, che ovviamente prende il nome di Fifa. Dopo anni di dominio assoluto, il simulatore di calcio della software house giapponese ha ceduto nel 2009 lo scettro al rivale e ancora non l’ha ripreso.

L’impresa è più ardua che mai poiché, mentre Pes riproponeva anno dopo anno uno stile arcade e superato, Fifa evolveva da un’edizione all’altra.

Quest’anno la Konami è intenzionata non solo ad azzerare il gap, ma di porsi oltre Fifa. Per farlo ha scelto un metodo semplice: ascoltare i videogiocatori. La Konami ha deciso le issues di quest’anno a partire dai feed della community.

Dunque, vedremo finalmente anche su Pes il controllo palla a 360°, conquista evolutiva che Fifa ha maturato nel ‘lontano’ 2010. Verranno eliminate tutte quelle meccaniche in grado di rovinare la sensazione di realismo e in particolar modo: la facilità di scendere sulla fascia, la facilità del dribbling, l’inefficienza della difesa, scarso supporto tattico dei compagni. Insomma, Pes dismetterà i panni dell’arcade e indosserà quelli, molto più attuali, della simulazione.

Sono due gli elementi su cui la Konami deve puntare per mettersi sulla scia dell’Electronic Arts: la fisica del pallone e dei giocatori, la IA di avversari e compagni. La sensazione di realismo di Fifa, infatti, è data soprattutto dal comportamento dei giocatori, in grado di muoversi in maniera incredibilmente simile alle loro controparti reali (e parliamo di inserimenti, posizionamento, etc).

Non rimane che aspettare e sperare che questa volta la sfida tra Pes e Fifa sia molto più combattute e non decise in partenza, come accade ormai da quattro anni.

Pes 2013, Konami ha in mente una rivoluzione è un post di: VideoGiochi

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I videogiochi possono salvare il mondo. E’ questo il motto di Jane McGonigal designer di videogiochi di successo, ma anche ricercatrice e visionaria. In pratica, un guru del settore. Le sue teorie stanno prendendo piede tra gli addetti ai lavoro e no, e promettono addirittura di dare il via ad una nuova concezione dell’esistenza.

Vivere giocando. Giocare – e in particolare videogiocare – sono attività che migliorano l’uomo. Lo ha dimostrato in una lunga serie di saggi. Ecco qualche pillola del suo pensiero.

I videogiochi combattono il senso di alienazione. Il giocatore, pad alla mano, è coinvolto in quella che si definisce ‘scala epica’, cioè la sensazione che ogni cosa che fa ha un senso, è inquadrata in un percorso, mira a uno scopo. Per traslare questo concetto nella vita reale è sufficiente trattare la vita come una sfida, come un gioco.

I videogiochi stimolano la cooperazione. In molte produzioni videoludiche, specie quelle in multiplayer online, è necessario cooperare per vincere. Questa attitudine alla cooperazione, se traslata nella vita reale, non potrà che apportare benefici e rinsaldare la concordia tra gli uomini.

I videogiochi rinsaldano la coesione sociale. Il gioco, quindi anche quello su console, è uno dei fattori più efficaci di socializzazioni,. Al giorno d’oggi veramente pochi titoli non permettono di giocare in multiplayer, sia online che offline.

Insomma, ‘trattare la vita come un gioco’ grazie alla McGonigal ha assunto un’accezione positiva e si sta imponendo come uno strumento di ‘evoluzione esistenziale’, tanto per l’individuo tanto per la comunità.

“I videogiochi salveranno il mondo” parola di Jane McGonigal è un post di: VideoGiochi

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