Io ho imparato dai libri, anzi propriamente dalla lettura, come attività e atteggiamento, che una scrittura nuova, inedita, non uccide quella passata, anzi: questa sostiene quella in una rete di rimandi sottili che, alla fine, sorregge il mondo. Un libro è semplicemente una finestra. L’atto di tenerla aperta è leggere. Un lettore è un animale pericoloso perché cerca conoscenza. E’ capace di abitare solitudini immense e di trovare tra voci diverse il timbro che ha la propria. Di una cosa sono grata alla mia famiglia di origine: avermi dato l’opportunità di abitare una casa con mille finestre. Non si ama la lettura a scuola. La si impara ad amare da una madre che ti racconta a voce alta le storie o da un nonno che ti porta in giro per i paesi a fare interviste sugli indigeni; la si impara da una nonna che ti svela le trame dei “gialli” e da un padre che usa la Treccani per risolvere le parole crociate. Per amare la lettura bisogna essere educati al tempo come dedica; a un impiego del tempo come una passione da abitare. La scuola dei veri maestri può svolgere un rinforzo e trasformare una vocazione in abitudine, e…
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Si vive distratte, certe che il mondo che ci circonda o quello fantastico e personale non vadano mai via e poi lentamente tutto si sgretola o diventa inaccessibile o diventa impossibile abitarlo. La vita allora si trasforma, in questa lentissima e inesorabile perdita, in un tentativo di adattamento e anche di conquista di qualcosa di completamente diverso: noi. … La storia di Irene Iorno è il diario di una malattia che sgretola l’identità e di come la reinvenzione di se stessa costruisca un metodo clinico di resistenza che coinvolgerà anche i medici facendo della sua storia uno strumento terapeutico. Ci sono resistenze e illuminazioni nella sofferenza che sono un inno alla vita. E vanno condivise non solo con chi conosce il dolore ma soprattutto con chi, come noi, vive distrattamente pensando che tutto quello che ha e che è non cambierà mai. “E se cercare è sempre stata l’unica cosa che mi è riuscita meglio fare, allora scelsi di usarla tentando di trasformare la mia giornata in una serie di giochi da compiere che, messi insieme, dopo anni mi furono riconosciuti con l’espressione di costante riabilitazione…” Un libro che ama la vita. E l’amore, vero, non grida www.ilcasoeilvento.it Irene Iorno:…
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“La vendetta della Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere”di Giuseppina Pieragostini. Il caso e il Vento inaugura la nuova Collana Fuoristrada un romanzo stravagante: Ripescando stili e temi della Letteratura d’Appendice – narrazione prediletta per le epopee dei vinti e dei perseguitati – l’Autrice affronta, con ironia spietata, il dramma stesso della creatività femminile. La questione centrale è serissima: può una casalinga scrivere il Grande Romanzo? Troverà mai il coraggio di seguire i desideri della Sepolta Viva che fin da giovane vorrebbe esistere sulle pagine della Letteratura o resterà soffocata da Lardo il balordo, Romeo l’approfittatore e Olghina l’insolente? E se si salva dalla sua famiglia cadrà sotto la mira infallibile dell’Angelo Sterminatore che è la versione femminile dell’Angelo custode degli uomini? “La vendetta della sepolta viva di Rosaspina di Belvedere” è un romanzo domestico. Una commedia umana. Un’epica contemporanea. Ma anche una lista della spesa, dissacrante, di luoghi comuni letterari e di stereotipi narrativi e psicosociali. Chi impera e compie qui un vero Giudizio universale – rovesciando sensi, mescolando generi e vite – è lo Stile. Ampolloso, colto, barocco e popolare insieme, ricco di epiteti e ritmato, giocoso e feroce, tra il sarcasmo gaddiano e la levità grottesca di…
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Dopo La matrice della verità, una nuova indagine del Commissario Lazzari, scritta da Francesco Veutro. Alla vigilia delle nozze, la futura sposa cade vittima di un misterioso, agghiacciante omicidio. In seguito anche un sacerdote rimane ucciso e viene rinvenuta una misteriosa pergamena. Il Commissario Lazzari si getta in una investigazione quasi disperata che lo porterà dalla Sicilia fino in Spagna, dove ogni indizio sembra puntare, inaspettatamente, verso una pista demoniaca, sempre più fitta di inquietanti enigmi da risolvere. E ad ogni enigma si intrecciano le vite di una coppia di innamorati e di un bambino. Il thriller psicologico L’anima del diavolo è un viaggio in equilibrio attraverso gli abissi del male, fino a profondità dove si toccano destini umani che parevano lontanissimi. “L’anima del diavolo” è la seconda opera di Francesco Veutro, che ha già stupito i lettori con il suo primo romanzo “La matrice della verità”. Se Veutro ci aveva già aperto , con la prima opera, la mente verso realtà celate e spesso ignorate; con “L’anima del diavolo”porrà in crisi molte delle nostre certezze, iniziandoci ad un mondo, a cui spesso non vogliamo neanche provare a guardare, perché troppo ci inquieta e ci spaventa. Il libro si apre…
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Lunedì 7 novembre, presso il carcere di San Vittore lo scrittore Massimo Fossati ha incontrato i detenuti della casa circondariale di Milano. Per la seconda volta l’autore de L’angelo Triste ha attraversato le sbarre del carcere insieme a Natascia Pane dell’agenzia letteraria Contrappunto Literary Management e a Simon Pietro De Domenico del progetto Libroforum, per conoscere i detenuti del VI braccio e condividere con loro emozioni, speranze, sentimenti e desideri stimolati dalla lettura del suo libro. «Quale autore del romanzo L’angelo Triste — dichiara Massimo Fossati — è la seconda volta che ho l’opportunità di presentare il mio lavoro all’interno di San Vittore, merito di Libroforum, al quale sono grato. In cambio delle mie quattro chiacchiere e dell’ascolto dei problemi del carcere, che sembrano così astratti e lontani per coloro che vivono fuori, c’è qualcosa di prezioso che ho ricevuto: la riconoscenza che ho letto negli occhi di quell’umanità dolente per l’attenzione che le si stava dedicando. Riuscire a parlare di un romanzo a coloro che sono immersi in un mondo estraneo e chiuso fatto di umiliazioni, di sovraffollamento, di processi, di speranze e di rassegnazione, è tutt’altro che facile: eppure, in qualche modo, questo è successo. Dai temi generali quali il rapporto problematico con i propri genitori e la possibilità del compimento…
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sabato 19 novembre · 18.30 – 20.00 Inaugura la nuova Collana Fuoristrada de Il Caso e il vento un romanzo stravagante: “La vendetta della Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere” di Giuseppina Pieragostini A cui le persone libro di Donne di carta presteranno in modo ironico e saccente, disincantato e interessato le proprie voci ripercorrendo le tappe di questo Genere difficilmente “rimosso” all’interno di uno scenario paradossale: la necropoli romana di via Port…uense, sede del nostro Progetto di Casa dell’Oralità e della bibliodiversità. Un incontro con un libro, le voci delle persone libro, le foto d’epoca, le canzoni di un tempo… che fu…. tutto in una serata che vuole essere un Omaggio alla Grande Letteratura d’Appendice attraverso un LIBRO che dissacrandola e reinterpretandola… le ridona vita. “Ripescando stili e temi della Letteratura d’Appendice – narrazione prediletta per le epopee dei vinti e dei perseguitati – l’Autrice affronta, con ironia spietata, il dramma stesso della creatività femminile. La questione centrale è serissima: può una casalinga scrivere il Grande Romanzo? Troverà mai il coraggio di seguire i desideri della Sepolta Viva che fin da giovane vorrebbe esistere sulle pagine della Letteratura o resterà soffocata da Lardo il balordo, Romeo l’approfittatore e Olghina…
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Il Centro Giovani La Stazione, all’interno di L’Evento Parte Seconda, presenterà il 25 Novembre dalle ore 19.30 il libro Narconomics, accurato studio sul traffico di droga e sul giro di affari che coinvolge anche istituzioni legali. Qui il comunicato stampa: Emilia Uccello e David Spalletti presentano Narconomics (Lantana ed.) “Eroina e cocaina. Dopo petrolio e armi il narcotraffico è il terzo business mondiale. [...] La droga è in ogni ingranaggio dell’economia globale: depositiamo i nostri risparmi in banche dove transitano i soldi dei narcotrafficanti, beviamo il caffè in un bar aperto con i ricavi di una partita di cocaina, dormiamo in un hotel costruito con i proventi dell’eroina.” Presenti Cecilia Ferrara, uno degli autori del libro. Interverrà Alberto Vannucci, direttore del Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità e della corruzione di Pisa. http://narconomics.wordpress.com/ Per maggiori informazioni: La Stazione 2011-2012 Il tempo, le persone… e tutto quello che passa in mezzo Centro Giovani La Stazione Piazza della Stazione, 1 San Miniato Basso, Toscana, Italy www.associazionelastazione.it lastazione@gmail.com tel. +39 05 71 41 88 66
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Come afferma Gregory Bateson in Mind and Nature, la conoscenza umana è solo una piccola parte di un più ampio conoscere integrato, la Mente Naturale, “un tessuto connettivo universale che tiene unita l’intera biosfera”. È per questo – sostiene Marco Paci ne Le Foreste della mente (Edizioni Altravista) – che le foreste rappresentano una risorsa in termini non solo finanziari, biologici o idrogeologici, ma anche culturali. Il libro di Marco Paci affronta l’influenza delle foreste nei confronti della mente umana attraverso un duplice percorso. La prima parte propone le foreste come maestre di vita (Quello che le foreste insegnano): l’idea di fondo è che l’osservazione dei meccanismi della natura possa essere il punto di partenza per un’educazione sociale. La dinamica delle foreste ci insegna, a esempio, che nel percorso della vegetazione non esiste un punto d’arrivo definitivo ma una continua e faticosa ricerca di equilibri, che spesso si raggiungono in maniera traumatica, ogni volta “imparando” dal disturbo, adeguando cioè forme e meccanismi alle nuove condizioni che si sono create. Le foreste, soprattutto, ci spingono a sognare un mondo migliore rispetto a quello in cui viviamo. E qui inizia la seconda e più corposa parte del testo (Quello che le foreste…
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“Se non si fosse sbrigato a trovare qualche altra sistemazione, era sicuro che avrebbe terminato i suoi giorni in quell’ambiente malsano. I colleghi erano il mostro che lui non sarebbe mai diventato e gli investimenti sarebbero stati altri e ben più fruttuosi delle semplici azioni che quelli gli avevano proposto”. Questa raccolta di racconti si potrebbe anche intitolare “Cronache dai giorni nostri”, i nostri “anni zero“, dove i personaggi sono giovani alle prese con il lavoro precario (La ragazza gentile dei telefoni, Rappresentante, Accattonaggio), oppure sono protagonisti di vicende singolari, bizzarre, intrise di ironia e spesso di disillusione (Scuola guida, Al bagno!, Dal dottore, Giornalino). Talvolta sono prostitute o goffi scalatori sociali (Pompa di benzina, Strana gente). Ironia e amarezza si amalgamano e si intrecciano in questi racconti brevi, dei flash di vita quotidiana precisi, taglienti e cinematografici come piccoli cortometraggi che parlano di tutti noi e del nostro presente. Titolo: Alla cassa non c’è mai nessuno Autori: Manuele Baldi, Federico Lanzoni Editore: Giraldi Collana: Riflessi del presente Data di Pubblicazione: 2011 ISBN: 8861554628 ISBN-13: 9788861554627 Pagine: 119
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Con la sua seconda opera Dino e Sibilla (Edizioni il Papavero) il poeta Daniele Miglio cerca di descrivere con levità una grande fragilità umana. Un grido strozzato, inadeguato, intimo per il mondo d’oggi. Come scrive la poetessa Silvana Pasanisi nella prefazione “Daniele Miglio decide di bagnare la fronte e il cuore di chi legge con l’acqua battesimale più forte, schierando due nomi, Dino e Sibilla, che portano i segni nel corpo e nell’anima della poesia quasi adatta. Fa male, la poesia, perché parla d’amore che supera le possibilità date, parla il linguaggio della solitudine che non abbandona, plasma parole confuse, folli e le trasforma in parole d’amore. Così fanno i poeti. Dino e Sibilla diventano testimonianza e dedica, due compagni di viaggio pronti ad accarezzare le parole e a lanciarle fuori per salvarle dall’ordinario cristallo che le chiude: Sibilla, Sibilla,/è l’amore che non è cambiato,/la sua pazzia, la sua vita/che chiede la mia. La poesia prende il passo e non lo cede durante tutta l’opera di Daniele. E’ una marcia senza trionfo, è un andamento senza sosta e senza perdono. Racconta le parole sue con lo sguardo amante, con la dannazione giovane dei suoi anni sudati, camminati, dando alle proprie “memorie del…
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