I risultati delle analisi sui resti trovati nel sotterraneo della Basilica di Sant’Apollinare, dove era sepolto il boss della Banda della Magliana Renatino De Pedis, saranno pronti tra fine giugno e inizio luglio: solo allora si scoprirà se, tra le ossa trovate in circa 200 cassette, ci sono anche quelle di Emanuela Orlandi, la figlia di un dipendente del Vaticano scomparsa 29 anni fa.

Il lavoro della polizia scientifica e degli archeologici forensi sui resti portati alla luce due giorni fa sarà lungo e delicato: gli esperti stanno lavorando nel tendone installato nel cortile dell’edificio che ospita la pontificia università Santa Croce, adiacente la basilica. La prima fase riguarderà i lavori di separazione delle ossa antiche da quelle più recenti. Gli esperti cercheranno poi, tra quest’ultime, di selezionare quelle di sesso femminile e, possibilmente, compatibili con la struttura di una quindicenne. La fase successiva sarà il prelievo del Dna e la comparazione con il codice genetico di Emanuela Orlandi.

Scettica la famiglia Orlandi: Pietro, fratello di Emanuela, ha detto di non credere che i resti della sorella siano nei sotterranei della basilica. «L’esumazione di De Pedis è un passo importante, almeno per togliere ogni dubbio. Era doveroso fare un’ispezione per mettere un punto a questa ipotesi. Non ho mai creduto che Emanuela potesse trovarsi nella basilica e non lo credo tutt’ora».

L’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi dovrebbe concludersi entro l’inizio dell’autunno, indipendentemente dal risultato degli esami cominciati due giorni fa sui reperti venuti alla luce dopo l’esumazione della salma del boss della Magliana. Cinque gli indagati con l’accusa di omicidio: tra loro Sergio Virtù, Angelo Cassani, detto ‘Ciletto’, Gianfranco Cerboni, detto ‘Gigetto’, tutti in un qualche modo legati alla Banda, e Sabrina Minardi, lex fidanzata di De Pedis che aveva ricollegato la sparizione della ragazza alla Banda della Magliana.

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Potrebbe essere archiviata dalla Procura per i minorenni di Bari la nuova indagine aperta sulla scomparsa e sulla morte di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini di Gravina di Puglia morti in una vecchia cisterna abbandonata. A sollecitare la nuova inchiesta sulla morte dei figli era stata la madre Rosa Carlucci: secondo quanto denunciato dalla donna, il 5 giungo 2006 – giorno della scomparsa – i due fratelli sarebbero stati sottoposti a una sorta di “prova di coraggio” da parte di cinque amici (minorenni all’epoca dei fatti).

Francesco e Salvatore sarebbero caduti nella cisterna di una grande casa abbandonata che si trova nel centro della cittadina murgiana, non riuscendo più a risalire e morendo lentamente di fame e di stenti. I cadaveri dei due ragazzini furono trovati nel febbraio 2008: si sarebbero invece potuti salvare, secondo Rosa Carlucci, se qualcuno di quei ragazzi che sapevano avessero parlato e chiesto aiuto per Ciccio e Tore.

L’ipotesi della donna, però, secondo i magistrati della Procura per i minorenni, non avrebbe trovato alcun riscontro. Gli atti erano stati inviati mesi fa alla Procura per i minorenni dagli uffici giudiziari di via Nazariantz, dove un’altra inchiesta sulla morte dei fratellini – affidata al procuratore Annamaria Tosto – è ancora in corso e si avvia verso la conclusione. sulla base dell’esposto presentato dalla signora Carlucci.

Intanto è fissata per domani mattina, davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Bari per i minorenni, l’udienza nella quale si dovrà decidere se archiviare definitivamente la nuova indagine, dopo l’opposizione da parte dei legali della mamma e della sorella dei due ragazzini, che hanno presentato richiesta al giudice per le indagini preliminari di respingere quanto affermato dal pubblico ministero e consentire la prosecuzione delle indagini.

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Dominique Strauss-Kahn ha denunciato la cameriera del Sofitel di New York che l’aveva accusato di violenza sessuale chiedendo un maxi risarcimento della cifra di un milione di dollari per false accuse e diffamazione. L’ex direttore generale del Fondo monetario internazionale, che circa un anno fa si era candidato con i socialisti per la corsa all’Eliseo era stato accusato dalla cameriera di colore Nafissatou Diallo di aggressione sessuale.

La violenza era avvenuta in una suite del lussuoso hotel newyorkese Sofitel dove la donna lavorava e in cui Strauss-Kahn soggiornava. Quando al cameriera era entrata per rifare la camera l’uomo l’aveva aggredita e violentata. Dominique Strauss-Kahn era stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale, la sua carriera era stata stroncata dalla vicenda che nel frattempo aveva portato a galla altri lati oscuri della vita del numero uno del Fondo monetario internazionale, dai tentativi di violenza sessuale verso altre donne, alle notti passate nei night club con prostitute minorenni che lui chiamava “carne”.

Il processo penale iniziato l’agosto scorso era finito con un niente di fatto mentre a Strauss-Kahn erano erano stati concessi gli arresti domiciliari. La denuncia della cameriera invece rimane nelle mani della giustizia civile statunitense. Oggi infine un nuovo risvolto della vicenda, Strauss Kahn decide di denunciare la cameriera originaria della Guinea.

I legali di Strauss Kahn hanno presentato la denuncia al tribunale del Bronx, l’ex direttore del Fmi accusa la cameriera ” di aver fatto intenzionalmente delle dichiarazioni false alle forze dell’ordine e di aver arrecato danno alla sua reputazione nel mondo, facendogli perdere altre opportunità professionali”.

Strauss Kahn accusa la cameriera di aver arrestato, con l’accusa di violenza sessuale, la corsa dell’ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale, all’Eliseo. Strauss- Kahn infatti ha sempre dichiarato che il rapporto sessuale con la cameriera della guinea sarebbe stato consenziente, dichiarando sempre che le accuse di violenza e stupro sarebbero state solamente un modo per incastrarlo e impedirgli di divenire il nuovo presidente Francese.

Di Valentina Vanzini

 

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Come saranno le fattorie del futuro? Autosufficienti, multifunzionali e a zero-emissioni. Tecnologie più sostenibili, dove campi, allevamenti e filiere producono energia verde è così che l’agricoltura italiana entranel mercato energetico. Sono già state gettate infatti le basi per creare un primo accordo di collaborazione da cui da cui si svilupperanno le energie alternative.

Il patto d’intesa è stato firmato nei giorni scorsi a Roma da Enea, Agenzia nazionale per l’efficienza energetica e Cra, Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, per coinvolgere il sistema agricolo e agroalimentare verso la produzione e l’utilizzo di energia pulita.

“L’agricoltura” racconta  Carlo Alberto Campiotti, responsabile dell’unità efficienza energetica di Enea ” per quello che riguarda le rinnovabili è un settore pieno di potenzialità. Non solo per il risparmio, ma anche per la produzione vera e propria dell’energia”.

“questa è la prima volta che si tenta uno sviluppo sostenibile del settore agricolo in maniera totale” continua Campiotti  “Con azioni pratiche che mirano alla riduzione delle emissioni e a valorizzare le fonti agro-energetiche”.

Uno sviluppo che guarda alle risorse, alle tecnologie e ai ritrovati zootecnici e vegetali, ma che punta anche dalla diversificazione e dalla tracciabilità dei prodotti agroalimentari, ma soprattutto la produzione di biogas. “In futuro” afferma Giuseppe Alonzo, commissario del Cra “l’uso delle biomasse a fini energetici è il settore strategico su cui concentrare le attività di ricerca e sviluppo tecnologico” continua Alonzo

“Il biogas agricolo, infatti, rappresenta per l’agricoltura la più grande opportunità di sostenibilità energetica ed economica. Ed è per questo motivo” procede il professore “che è necessario aiutare le aziende troppo piccole ad affrontare al meglio il mercato energetico. Incentivandone l’unione, ai fini di costruire impianti comuni per la produzione di metano”.

Zero emissioni dunque, sostenbibilità e tecnologie, queste saranno le fattorie del futurol, un futuro vrso il quale l’Italia si sta muovendo.

Di Valentina Vanzini

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16 mag, 2012  |  Written by MP  |  under Aggregatori Attualità

Una notizia importante per il mondo della Rete arriva da Berlino, dove si è da poco concluso „re:publica“, l’incontro annuale di tutti gli operatori interessati ai temi della libertà e trasparenza in rete. Intervenendo al congresso, ormai da anni punto di incontro di una vasta comunità di esperti e di hacker, la commissaria europea per l’Agenda digitale, Neelie Kroes, ha assicurato che la commissione Europea non intende proseguire nella ratificazione dell’ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), l’accordo internazionale per rafforzare i diritti d’autore nella Rete e contrastare la pirateria informatica, siglato lo scorso gennaio tra 22 stati europei, Stati Uniti e Giappone.

L’accordo aveva dato luogo a numerose proteste in diversi paesi e a prese di posizione negative di diverse organizzazioni internazionali, come Amnesty International.
La signora Kroes ha elogiato il vasto movimento di protesta che ha impedito la ratificazione dell’accordo in numerosi Paesi europei, ma ha anche affermato la necessità di continuare a discutere sulla sicurezza in Internet.

In una conversazione radiofonica la commissaria ha portato l’esempio dell’Italia, dove il 41% della popolazione non è mai stata su Internet, per affermare che il motivo fondamentale di questa mancata alfabetizzazione informatica sono le preoccupazioni sulla sicurezza della Rete. Sarebbero quindi ad ogni modo necessari accordi internazionali per controllare Internet.

Per la ratificazione di ACTA il diretto è il commissario europeo al commercio che ha sottoposto l’accordo alla Corte di Giustizia Europea per verificarne la compatibilità con le leggi dell’Unione. La sentenza della Corte è attesa per il 30 maggio, poi il testo passerà al voto del Parlamento Europeo. L’opinione dominante nell’assemblaea, finora non consultata sull’argomento, è comunque contraria all’accordo.

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Questa mattina prende il via la gara degli Internazionali di Tennis che vedranno confrontarsi i grandi del tennis per conquistare il titolo. In campo scenderanno il numero uno del mondo e campione dello scorso torneo Djokovic, Murray, la modella e sportiva Sharapova, le mitiche sorelle Williams e sei campioni italiani: Starace, Pennetta, Errani, Vinci, Knapp e Brianti.

Primo incontro di fuoco, sul terreno degli internazionali con lo scontro Ferrer e Verdasco e il match Gasquet contro Melzer. A seguire la gara Murray contro Nalbaldian, mentre l’azzurra Pennetta affronterà Kirilenko per passare il turno. Il torneo di lunedì aveva visto un tempo variabile e poco buono con lunghe ore di vento forte e fastidioso, che ha spazzato il campo. Ieri intanto è stata la volta di Fabio Fognini che ha fatto il suo esordio agli Internazionali d’Italia.

Il tennista ligure ha vinto con facilità e una buona dose di bravura il match contro Baghdatis con un risultato di 6-2, 6-2. “Devo dire che sono stato molto bravo mentalmente, gestendo al meglio anche le difficili condizioni meteo” ha raccontato commentando il match vinto “Lui ha provato a cambiare qualcosa nel secondo set, ma oggi ero molto concentrato e non gli ho dato possibilità”.

Un esordio fantastico considerando anche che il tennista ligure era stato costretto ad un lungo stop a causa di un infortunio “Ho lavorato il doppio negli ultimi tre mesi e ora si vedono i risultati. Mi sembra di aver cambiato delle cose che non andavano nel mio gioco”. Oggi invece Fognini dovrà affrontare il tennista vincente fra Lopez e Grannollers.

Alla domanda di chi avrebbe voluto affrontare ha risposto “Chi preferisco? Non lo so, sono due giocatori diversi: l’importante è che domani si stanchino il più possibile”. Tomic invece ha portato a casa una vittoria  in tre set, 4-6, 6-2, 6-4,  battendo il colombiano Giraldo nella SuperTennis Arena.

In serata intanto è scesa in campo sul Centrale Francesca Schiavone, per un primo turno contro la russa Makarova, sempre battuta. Stavolta, peròper la Sciavone il match è andato decisamente male. In poco più di un’ora la tennista italiana è stata sconfitta per 6-3, 6-4.

Di Valentina Vanzin

 

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16 mag, 2012  |  Written by MP  |  under Aggregatori Attualità

Cattive notizie dall’Istat, ad Aprile l’inflazione è salita dello 0,5% congiunturale e del 3,3% tendenziale. L’inflazione di fondo, al netto di beni energetici e alimentari freschi rimane a quota 2,3%, mentre al netto dei beni energetici è stabile al 2,2%.

I prezzi dei prodotti acquistati maggiormente registrano un aumento dello 0,4% e il tasso di crescita tendenziale arriva fino al 4,7%, il livello più alto mai registrato da settembre del 2008. I rialzi dei prezzi riguardano soprattutto gli energetici regolamentati come energia e gas, i prezzi dei prodotti a media frequenza d’acquisto subiscono invece forti rincari con un aumento del +0,9%,  ma la crescita tendenziale scende al 2,9% dal 3,1% di marzo.

La benzina invece aumenta su base annua del 20,9%, un aumento fortissimo dal 18,6% registrato a marzo, mentre su base mensile sale del 3,2%. Per l’Istat ha raggiunto un forte rialzo, è il più alto da maggio 1983, cioè da circa 29 anni. Ad aprile invece il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto è aumentato fino allo 0,9% su base mensile, mentre su base annua del 20,5%.

Un forte rincaro si è inoltre verificato anche per il prezzo degli Altri carburanti con un aumento pari a +4,4%, il cui tasso di variazione tendenziale è salito al 12,5% passando dal 7,7% di marzo. Infine, il prezzo del gasolio per riscaldamento è aumentato dello 0,4% su base mensile e del 10,1% su base annua mentre era +11,7% nel mese di marzo.

Infine il rincaro annuo del cosiddetto carrello della spesa, cioè i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dal cibo fino ai carburanti, superiore al tasso d’inflazione del 3,3%, che risulta il più alto dal settembre del 2008.

Questi rincari pesano ancora di più sugli italiani già vessati dalla crisi e dalle tasse sempre più alte. Gli esperti prevedono che i carburanti e in particolare la benzina subiranno con l’andare del tempo ulteriori rincari.

Di Valentina Vanzini

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C’è grande attesa intorno a Grand Theft Auto 5. Nonostante il gioco uscirà presto, non sono molti i particolari che sono stati trapelati. Non c’è stata nessuna conferma nemmeno sulla data di uscita. Sulla stessa, però, ci sono da parecchie settimane alcune indiscrezioni. Originariamente, le voci di corridoio hanno rivelato che Grand Theft Auto sarebbe uscito a ottobre, dunque molto presto. Il motivo? Bioshock Infinte, sparatutto in prima persona della stessa software house (la Rockstar Games) è stato posticipato da inizio autunno a fine febbraio. Il vuoto commerciale avrebbe costretto gli sviluppatori ad anticipare GTA 5 a ottobre.

Adesso, pero, GTA 5 è stato, rispostato a dicembre. Bioshock, invece, rimane dov’è. E’ stato Amazon a rivelare che è la fine dell’anno il termine per l’uscita del quinto capitolo. La Rockstar ha invece smentito. Tuttavia non è la prima volta che Amazon lascia trapelare notizie, volontariamente o involontariamente  che sia, senza l’esplicito permesso dei fornitori.

Ad ogni modo, la Rockstar Games non solo ha smentito, ma non ha fatto menzione di una seppur futuribile data di uscita. Ha solo parlato di un ritardo nella programmazione (rispetto a ottobre? Rispetto a dicembre?). Il ritardo sarebbe causato non da una strategia di mercato, ma da semplici motivi tecnici: gli sviluppatori si stanno prendendo più tempo per migliorare i giochi. Il discorso vale non solo per GTA 5, ma anche per Bioshock Infinte, a tal punto che in un recente comunicato si legge: “Ci saranno modifiche e migliorie che renderanno Infinite ancora più straordinario”.

GTA 5 esce a dicembre, forse c’entra Bioshock Infinte è un post di: VideoGiochi

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Street Fighter X Tekken non sta vendendo come si sperava. La Capcom si è detta delusa dai risultati pervenuti fino ad oggi. Questi dicono che Street Fighter X Tekken ha venduto 1,4 milioni di copie, molto poco rispetto al quarto capitolo della saga principale.

Street Fighter sta perdendo smalto? Il gioco è certamente affetto da difetti che i predecessori non avevano. Innanzitutto un bilanciamento abbastanza scarso tra i personaggi, una generale assenza di novità sul fronte modalità e, soprattutto, un taglio ai contenuti ridicolo. Quest’ultimo fattore non è stato messo per caso: tagliando i contenuti gratuiti e ‘pompando’ quelli a pagamento la Capcom ha dimostrato le sue intenzioni: lucrare. Probabilmente i fan non l’hanno presa bene.

La Capcom, però, ha rintracciato altri motivi per il quasi flop (si parla sempre di oltre un milione di copie) del suo Street Fighter X Tekken: il traffico di titoli nel genere picchiaduro. E pensare che fino a qualche anno fa i ‘picchia-picchia’ sembravano destinati al retrogaming perpetuo! A invertire la tendenza era stato proprio Street Fighter 4, titolo che è stato in grado di ravvivare la passione dei videogiocatori per i giochi di lotta. Da quel momento in poi, però, sono usciti tantissimi giochi del genere, forse troppi. Molti recano la firma Capcom: Super Street Fighter 4, Super Street Fighter 4 Arcade Edition, Tatsunoko vs. Capcom: Ultimate All-Stars, Marvel vs. Capcom 3, Ultimate Marvel vs. Capcom 3 e Street Fighter x Tekken appunto. Senza contare I giochi di altre software house, come Tekken 6, Soul Calibur 5, Mortal Kombat.

Insomma, il genere è inflazionato. Lo dimostra anche il calo di vendite di Soul Calibur 5 che, pur essendo di molto superiore al predecessore, sta vendendo la metà delle copie rispetto al quarto capitolo.

Flop Street Fighter X Tekken, colpa del gioco o tendenza di genere? è un post di: VideoGiochi

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Fifa 12 ha consegnato al pubblico la simulazione del calcio giocato. Mai si era vista, né da parte Elecrtronic Arts né – men che meno – da quella Konami un gameplay così realistico e, allo stesso tempo, così divertente. Certo, la curva di apprendimento del dodicesimo gioiello Ea è tortuosa, ma dopo i sacrifici iniziali tutti gli utenti hanno assaporato qualcosa di unico.

Come sarà Fifa 13? Sarà rivoluzione, ancora una volta, oppure l’intraprendenza degli sviluppatori risulterà chetata, in favore di un upgrade senza eccessive pretese? A queste domande hanno cercato di rispondere i presenti all’ EA Showcase di Londra.

La risposta corretta è: una via di mezzo. In verità, una nuova rivolzione sarebbe stata veramente poco digeribile per i fan, già stressati a tempo debito per l’obbligo di abbandonare le vecchie meccaniche di gioco a favore delle nuove. Tuttavia, il gameplay subirà ugualmente miglioramenti. Insomma, la Ea punta al perfezionamento di quanto fatto in Fifa 12. I contrasti subiranno una verifica generale: in passato è stata data eccessivamente peso a busto e gambe, adesso anche le braccia avranno la loro importanza. Ciò vuol dire che i difensori godranno di un’arma in più per contrastare efficacemente l’attaccante in corsa (il braccio, appunto). Anche il controllo del pallone è stato implementato. Adesso, con il pallone si potrà fare di tutto, persino cincischiare e temporeggiare in eterno, proprio come nella realtà (se il giocatore è talentuoso, ovvio).

Le intenzioni di Electronic Arts sono state ben riassunte da Everyeye, che scrive: “Ma cosa smuove tutto il macchinone di Fifa 13, qual è l’obiettivo? Detto, fatto: l’imprevedibilità del calcio reale. In altri termini: l’essenza stessa di questo sport, la scintilla che scorre fugace in ogni partita, un insieme di casualità e di momenti che presi singolarmente significano poco, ma che inseriti in un costrutto preciso possono davvero modificare od influenzare il corso di un match”.

Fifa 13: nuova rivoluzione o semplice upgrade? è un post di: VideoGiochi

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